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giovedì 6 settembre 2012

HiD Trilaminate Drysuit

Sacca trasporto di serie
Ginocchiere in kevlar
Muta stagna con cerniera anteriore per veloce ed autonoma vestizione. Direttamente derivata dall'esperienza militare.

HID = heavy-duty ballistic nylon trilaminate.
Double textured Nylon 6.6 to Polyester fabric with an interply of butyl rubber. N208

Copricollare termico di serie


Cerniera metallica con pattina protezione neoprene e copertura in materiale HID di serie

Particolare del montaggio standard della cerniera

Cappuccio con fori scarico aria e bande riflettenti di serie

Sistema di richiamo automatico del busto telescopico

Doppia cerniera per copertura opzionale

Tasca applicata di serie; altre tasche optional
Fornita di serie con cappuccio, valvole e frusta di BP, lubrificante per cerniera, manuale e borsa di trasporto utilizzabile anche come tappetino per la vestizione.

Materiale robusto e traspirante.
Polsi in lattice.
Collo in neoprene (lattice opzionale).
Copricollare termico in neoprene.
Tasca modello Cargo.
Ginocchiere riforzate in Kevlar.
Bande riflettenti.


NOTA: le foto sono indicative e potrebbero essere relative a prodotti con accessori non di serie. Riferirsi sempre alla scheda tecnica pubblicata per la dotazione di serie.

  • Double textured Nylon 6.6 to Polyester fabric with an interply of butyl rubber. N208
  • Superficie anti abrasione e superficie interna a ridotto attrito
  • Estremamente flessibile e morbida
  • Massima vestibilità assicurata dal disegno con busto telescopico
  • Richiamo elastico in vita per vestibilità aderente con inserto interno neoprene
  • ginocchiere kevlar 
  • Bretelle elastiche di serie
  • Cerniera anteriore diagonale metallica con patta di protezione in trilaminato (doppia cerniera opzionale)
  • 1 Tasca applicata (tasca extra opzionale)
  • Cappuccio staccato incluso
  • Polsini in lattice conico e regolabili
  • Collarino in neoprene (lattice opzionale) 
  • Calzari integrati (soft boot opzionale)
  • Sacca trasporto inclusa
  • Valvole e frusta BP incluse
  • Kit manutenzione incluso
  • Conforme CE
Il costo degli optionals viene tariffato come extra.

Le mute su misura o modificate su richiesta del cliente sono escluse dal diritto di recesso.

giovedì 29 marzo 2012

Tipologia di mute stagne di Fabrizio Pirrello

a cura di Fabrizio Pirrello

I materiali

Le mute stagne si dividono in due grandi famiglie: mute in tessuto e mute in neoprene.
Sono mute in tessuto tutte quelle mute realizzate in: trilaminato, poliuretano, trilaminato di poliestere, poldura, bilaminato, precompresso, ecc..
Sono mute in neoprene quelle realizzate con neoprene.
A queste due famiglie se ne aggiunge una terza: le mute in neoprene precompresso e le mute in neoprene a cellule rotte. Sono mute dell'ultima generazione che grazie all'impiego di materiali relativamente nuovi, cercano di cogliere gli aspetti positivi delle mute in tessuto e di quelle in neoprene.

Vediamo in sintesi le caratteristiche di queste tre famiglie di mute.


Mute in tessuto:



1. leggere e facili da asciugare
2. nessuna protezione termica
3. facili da riparare
4. molta libertà di movimento a secco
5. scarsa idrodinamicità

1. pesanti e difficili da asciugare
2. protezione termica in funzione dello spessore
3. non facili da riparare
4. scarsa libertà di movimento a secco
5. discreta idrodinamicità


1. pesanti e difficili da asciugare
2. ottima protezione termica se paragonata allo spessore
3. non facili da riparare
4. buona libertà di movimento a secco
5. ottima idrodinamicità
Mute in neoprene a cellule rotte:


1. pesanti e difficili da asciugare
2. scarsa protezione termica
3. difficili da riparare
4. buona libertà di movimento a secco
5. ottima idrodinamicità

Visto ciò, cerchiamo di tracciare delle linee guida che possano aiutare nella non facile scelta.

Le mute in tessuto hanno dalla loro una grande praticità di utilizzo, soprattutto fuori dall'acqua.

Le mute in neoprene sono calde in acqua, ma non molto pratiche da gestire per i loro ingombri, per il loro peso e per la difficoltà nell'asciugarsi.

Le mute in precompresso esprimono le loro migliori doti in immersione ove consentono idrodinamicità (taglio meno abbondante), protezione termica e robustezza; tuttavia finita l'immersione emergono il peso, la difficoltà nell'asciugarsi.

Le mute in neoprene a cellule rotte assomigliano molto alle mute in tessuto e come loro necessitano di sottomuta; in acqua tuttavia offrono grande comfort grazie al loro taglio non abbondante; il prezzo da pagare in superficie è dato da peso e lentezza nell'asciugarsi.

Nella scelta del modello più adatto, dobbiamo valutare quale sarà il tipo di utilizzo prevalente.

Non esiste in assoluto la stagna ideale, ma solo la stagna più adatta per certe condizioni.

Il consiglio
Individuato il modello che meglio risponde alle vostre esigenze guardate a questi particolari che si riveleranno estremamente importanti nell'uso pratico.
Taglia
Mai aderente. La stagna ha vestibilità comoda. La vestibilità andrebbe vista indossando lo stesso sottomuta che indosserete per le immersioni.

Stivaletto
No agli stivaletti enormi. Un buon stivaletto non blocca l'articolazione del piede, non costringe all'uso di pinne di taglia spropositata. E' piccolo e rinforzato solo dove serve: suola, tallone, punta.

Valvole
Carico e scarico devono essere montate con i relativi sottovalvola. La valvola di carico va sul petto o in posizione centrale o leggermente disassata. La valvola di scarico (automatica) va subito sotto il deltoide; l'automatismo del funzionamento richiede che la valvola di scarico si trovi nella parte più alta. Perchè fare movimenti inutili quali alzare il braccio piegando il gomito? Solo se le valvole saranno correttamente posizionate, l'uso sarà piacevole e naturale. No deciso a valvola di scarico su avambraccio.

Bretelle
Se la muta calza bene, a cosa servono? Pensate che delle bretelle veramente possano risolvere il problema originato da una taglia non corretta? Nel caso delle mute con busto telescopico invece le bretelle consentono il funzionamento del modello. Le bretelle devono essere elastiche e sganciabili con fastex per un maggiore comfort.

Nastratura
Una buona muta stagna è nastrata. La bandellatura interna è garanzia di tenuta nel tempo. Osservate in ogni caso la precisione della nastratura: avrete un'idea della cura posta nella realizzazione della muta. La nastratura può essere effettuata o con l'applicazione di un apposito nastro o con uno speciale sigillante polimerico. Assolutamente da evitare le nastrature applicate a caldo: non tengono nel tempo.

Assistenza
Prima o poi avrete necessità di assistenza per la vostra muta stagna: valutate se chi vi vende la stagna è in grado di fornirvi direttamente l'assistenza. Vi immaginate rimanere un mese o più senza la stagna in inverno per una banale rottura di un collarino? I rivenditori non sono tutti uguali. Nel prezzo di acquisto, è compreso anche il servizio di assistenza. Ma chiedetevi sempre: lo fanno loro il servizio di assistenza o la devono spedire a qualcuno?

Il costo
Il costo è un parametro che abbiamo volutamente trascurato finora. Infatti riteniamo che il costo di una muta stagna non vada visto solo come costo iniziale di acquisto, ma vada rapportato al tempo di utilizzo. In realtà una buona muta stagna è destinata a durare anni ed allora il costo per immersione di una stagna molto costosa può risultare paradossalmente più basso di quello di una stagna economica.

Il rivenditore
Una volta decisa la tipologia di muta che meglio risponde alle nostre esigenze dobbiamo scegliere dove acquistarla. Sembrerebbe la parte più semplice dell'operazione ma non è così. Un rivenditore che sia degno di questo nome ha la muta in deposito in tutte le taglie per farvela misurare. Se la deve ordinare allora potete tranquillamente ordinarla voi direttamente. Non tutti i rivenditori credono nel prodotto muta stagna e pertanto non ne hanno disponibilità. Nella scelta premiate chi ha investito sul prodotto ed ha in pronta consegna le mute e diffidate di chi deve solo ordinare il prodotto facendovi attendere.

Una buona muta stagna non può essere economica!
Per una selezione ampia di mute stagne vai su:

lunedì 26 marzo 2012

Nove trucchi per immergersi al meglio con la muta stagna




Nove trucchi per immergersi al meglio con la muta stagna.
di
Fabrizio Pirrello


Per continuare ad immergersi quando l’acqua è fredda diventa indispensabile utilizzare una muta stagna. Per intenderci definiremo fredda l’acqua quando la temperatura è inferiore ai 18°C. Immersioni con la muta umida con temperature dell’acqua inferiori ai 18°C diminuiscono sensibilmente l’efficienza e la capacità di concentrazione del subacqueo con un evidente aumento dei rischi. Con temperature nell’ordine dei 12°C o meno l’uso di una muta stagna si rivela indispensabile. Ovviamente con una buona muta stagna riusciremo a risolvere il problema del freddo, ma per utilizzarla al meglio occorre capirne a fondo il funzionamento. Utilizzare la muta stagna non è complicato. Ma se non si conoscono alcuni “trucchi” danneggiare la muta o farsi del male diventa estremamente semplice.




In sintesi ecco 9 trucchi per ottimizzare l’impiego della vostra muta stagna.
1 Assicuriamoci che le guarnizioni stagne a polsi e collo siano correttamente adattate e ben indossate.
In una muta stagna non c’è niente di peggio o di più fastidioso che ritrovarsi con polsini e collarino non adatti alla propria conformazione fisica. Se sulla vostra muta stagna avete delle guarnizioni in lattice, controllate la calzata e se risultano troppo strette procedete a rifilarle. L’operazione in sé non presenta eccessiva difficoltà ma richiede attenzione, pazienza ed un buon paio di forbici. Seguire i solchi sulle guarnizioni agevolerà notevolmente il lavoro. Attenzione nella misurazione: le guarnizioni per assolvere al proprio compito devono aderire; quindi il diametro delle guarnizioni stesse deve essere inferiore del 15% rispetto alla circonferenza di polsi e collo. Se la vostra stagna è equipaggiata con guarnizioni in neoprene, la misurazione è identica. La differenza è che le guarnizioni in neoprene non vanno rifilate ma “adattate” estendendole forzatamente. L’operazione si esegue facilmente con una bombola (per il collo) o con delle bottiglie (per i polsini). Il rivenditore saprà in ogni caso darvi i suggerimenti adeguati. Polsini e collarini ben conformati ed adattati saranno confortevoli da indossare e di nessun fastidio in immersione. Non usate la muta stagna in acqua prima di aver verificato ed adattato le guarnizioni stagne del capo.
2 Controlliamo la nostra muta almeno due giorni prima dell’immersione.
Le mute stagne sono dei capi estremamente affidabili e durevoli ma è buona norma procedere a dei controlli prima dell’immersione. Ciò è tanto più vero nel caso in cui la vostra muta stagna sia rimasta inutilizzata per qualche mese. Mai immergersi con la muta stagna se prima non si sono fatti i controlli. Cosa controllare nella stagna: cerniera stagna, polsini, collarino e valvole. Ma perché fare questi controlli due giorni prima dell’immersione? Perché altrimenti non avremmo il tempo per procedere alle riparazioni del caso. Scoprire che qualcosa non funziona la sera prima dell’immersione sarebbe veramente spiacevole.

3 Adeguate l’isolamento termico offerto dal sottomuta in funzione della temperatura dell’acqua e del carico di lavoro che vi accingete ad affrontare.
Uno dei maggiori vantaggi offerti da una muta stagna è che essa vi consentirà di affrontare un ampio range di temperature dell’acqua. Sarà sufficiente variare il tipo di indumento impiegato sotto la muta stagna. Il vostro isolamento termico dovrà variare secondo quelle che saranno le diverse condizioni dell’immersione. Indossare un sottomuta troppo termico o troppo poco termico porterà ad una generale perdita di confort. Occorre poi tenere presente che la tipologia di sottomuta adottato influenzerà anche la pesata d’assetto.
4 Indossate il minimo indispensabile di zavorra.
Indossate sempre la minima quantità possibile di zavorra quando vi immergete con la muta stagna. Quanto più contenuta risulterà la vostra zavorra, tanto più bassa sarà l’esigenza di caricare aria nella vostra muta stagna per raggiungere l’equilibrio idrostatico. Con la muta stagna occorre adottare la medesima procedura utilizzata con la muta umida per determinare la pesata d’assetto. Indossando l’equipaggiamento completo, con la stagna completamente collassata, il jacket sgonfio, un 50 bar di aria nella bombola con un’inspirazione completa dovreste rimanere perfettamente verticali in acqua, in galleggiamento (al livello degli occhi), senza dover effettuare alcuno sforzo. Quando espirate completamente dovreste invece affondare. Se queste due condizioni si verificano significa che avete raggiunto il vostro assetto neutro: cioè la vostra galleggiabilità non viene ad essere influenzata dall’equipaggiamento che indossateUna volta raggiunto l’assetto neutro, la quantità di zavorra che utilizzerete sarà esattamente quanto basta per consentirvi di effettuare in estrema tranquillità una eventuale sosta di decompressione. Questo è il motivo per cui la bombola non doveva essere completamente carica quando abbiamo seguito la procedura per la determinazione della pesata d’assetto.
5 Indossate sempre il giubbetto equilibratore con la muta stagna.
Indossare un giubbetto equilibratore quando si impiega la muta stagna è indispensabile. In immersione il giubbetto equilibratore viene impiegato per compensare le variazioni d’assetto (legate all’aumento della profondità) e fornisce un backup nel caso di rottura della muta stagna (per il raggiungimento dell’assetto positivo). In superficie invece il giubbetto equilibratore vi aiuterà a mantenere un assetto positivo evitando di insufflare aria nella muta stagna (evitando la spiacevole sensazione causata dall’accumulo di aria nella zona del collarino).
6 Immergetevi con un compagno che conosca il funzionamento della vostra muta stagna.
Quando vi immergete con la muta stagna, la presenza di un compagno d’immersione sarà sempre di notevole aiuto, a partire dalle operazioni di apertura e chiusura della cerniera stagna. Inoltre un compagno esperto saprà controllare il corretto posizionamento del collarino della vostra muta stagna e vi potrà persino aiutare nell’indossare e togliere la muta. In acqua invece un compagno d’immersione esperto, che conosca il funzionamento della vostra muta stagna, potrebbe essere di enorme aiuto in caso di difficoltà legate all’impiego della muta.
7 Frequentate un corso o uno stage di specializzazione.
Il modo migliore per acquisire padronanza nell’uso della muta stagna è frequentare uno stage di specializzazione. Il fai da te non è da considerare una scelta sbagliata ma sicuramente vi è una controindicazione: si impara dagli errori commessi invece che far tesoro di esperienze errate altrui. Inoltre un istruttore esperto e professionale vi insegnerà tutti i trucchi per impiegare al meglio la vostra muta stagna e per calcolare la corretta pesata. Eviterete di acquisire cattive abitudini nell’uso dell’equipaggiamento. Rivolgetevi sempre ad un centro specializzato che vi possa offrire anche la possibilità di noleggiare differenti tipologie di muta stagna per capire quale di esse risponde meglio alle vostre aspettative.
8 Fate molta pratica con la vostra muta stagna al fine di acquisire sempre maggiore padronanza.
Frequentato un corso specifico, l’apprendimento non è terminato: avete acquisito solo le basi del corretto impiego della muta stagna. Occorre a questo punto acquisire padronanza nell’uso dell’equipaggiamento. Tale padronanza si acquista con la pratica. Immergervi con la vostra muta stagna deve diventare perfettamente naturale; solo così potrete apprezzare in pieno i notevoli vantaggi che essa offre nell’esplorazione dei fondali. Abituatevi a riprendere la normale posizione di nuoto dopo essere finiti con i piedi verso l’alto a causa di un movimento dell’aria all’interno della muta. Imparate a localizzare rapidamente le valvole di carico e scarico dell’aria, a disconnettere la frusta di bassa pressione. Imparate a scaricare la muta dal collarino o dal polsino senza allagarvi. Imparate a scaricare la muta sia con la valvola di scarico settata su “automatico” che su “manuale”. Nessuna delle abilità sopra descritte è particolarmente difficile da acquisire: occorre pratica e buona volontà.
9 Effettuate una corretta manutenzione alla vostra muta stagna.
Premettiamo che una muta stagna richiede maggiore manutenzione rispetto ad una muta umida. La base della manutenzione è sicuramente un accurato lavaggio con acqua dolce dopo ogni immersione (prestando attenzione a non bagnare l’interno della muta). Ispezionate poi tutte le guarnizioni, la cerniera stagna e le valvole per individuare e prevenire fonti di problemi in immersione. Se l’interno della muta si presenta particolarmente umido o bagnato effettuiamo un check per individuare eventuali perdite. Cominciamo dagli stivaletti che impieghiamo per camminare. Proseguiremo gonfiando la muta e “saponandola” per evidenziare eventuali fori. Effettuati i controlli post immersione ed il lavaggio vediamo come dobbiamo riporre la muta. Facciamo asciugare la muta lontano dal sole e da fonti di calore; evitiamo di appenderla con i tradizionali appendini (per non stressarla) e non poggiamola su oggetti appuntiti. Il modo corretto di riporre la muta è piegarla e stivarla nella propria sacca (mai da umida!). La cerniera stagna andrà lubrificata periodicamente con l’apposita cera a conservata in posizione di apertura. Mai sottoporre la cerniera stagna a piegature eccessive. Le guarnizioni in latex vanno invece lubrificate con Talco puro; tale operazione agevola la vestizione e consente un corretto stoccaggio della muta. Evitate accuratamente di spruzzare spray al silicone sulla vostra muta stagna: non serve a mantenerla efficiente e renderà difficoltosi eventuali interventi di riparazione. Terminato l’uso della stagna riponetela asciutta nella sua borsa, lontano dalla luce, da fonti calore, dal sole e dall’umidità ed in luogo fresco; la cerniera sempre aperta e lubrificata; la muta bene arrotolata al fine di evitare pieghe eccessive.

Seguendo questi semplici e pochi trucchi apprezzerete in pieno il vantaggio di immergervi all’asciutto. Non c’è sostituto efficace di una buona muta stagna quando la temperatura comincia ad abbassarsi!


domenica 18 marzo 2012

Environmental & Microbubble Cognizant 20 compartimenti di Fabrizio Pirrello

Environmental Cognizant = assume informazioni da ambiente circostante.

L'acronimo EMC-20H sintetizza Environmental & Microbubble Cognizant 20 compartimenti con impiego di He nella miscela respiratoria.



L'algoritmo implementato nei computer della COCHRAN tiene conto, ai fini dei calcoli decompressivi, della temperatura dell'acqua adeguando nel corso dell'immersione l'algoritmo.
Difatti, la legge di Henry che regola l'assorbimento ed il rilascio di inerte nei tessuti, fa riferimento a "temperatura costante". Questo significa che variazioni della temperatura producono variazioni nell'assorbimento e nel rilascio dell'inerte dai tessuti e l'algoritmo della COCHRAN è automaticamente compensato per tenere conto di tali variazioni.

Tutti i computer della COCHRAN sono dotati di software che adegua la lettura della profondità automaticamente in base alla lettura della salinità dell'acqua. La lettura della profondità su tutti i computer della COCHRAN è una profondità reale e non dipende dalla taratura effettuata in laboratorio con riferimento ad acqua dolce. Addirittura la presenza di agenti inquinanti in acqua viene rilevata e discriminata con adattamento immediato della lettura della profondità.
Tutti i computer COCHRAN rilevano costantemente la pressione atmosferica, anche da spenti, e questo consente un adattamento continuo dello zero della scala delle profondità rilevate. Dire che effettuiamo un'immersione a livello del mare non è informazione completa se prescindiamo dal rilevamento della pressione barometrica nel preciso istante in cui iniziamo la nostra immersione.
Proprio questa capacità dei computer COCHRAN consente il funzionamento come "scatola nera" rilevando qualsiasi variazione di altitudine cui il subacqueo è sottoposto prima e dopo l'immersione. Questa informazione viene continuamente trasferita all'algoritmo che istantaneamente si adatta per tener conto anche di piccolissime variazioni di pressione/altitudine in tutti i calcoli decompressivi.
La capacità di adattamento dell'algoritmo implementato nei computer COCHRAN non si limita a questo: difatti il subacqueo può anche "informare" la macchina relativamente al proprio stato di affaticamento e/o condizione fisica/psichica introducendo differenti impostazioni in merito al livello conservativo.

Microbubble Cognizant = tiene conto delle formazione di microbolle.
L'algoritmo compartimentale implementato in tutti i computer COCHRAN funziona secondo un metodo "preventivo" in base al quale, ammettendo che in fase di risalita si formano comunque delle bolle, tende a mantenerne la dimensione al di sotto della soglia di sicurezza prevenendo quindi rischi di DCI.
Detto obiettivo viene perseguito attraverso la velocità di risalita differenziata in funzione della profondità e di tappe decompressive più profonde. Abbiamo un algoritmo estremamente aggressivo e sicuro al tempo stesso. Rispettando la corretta procedura di risalita i computer della COCHRAN ci consentiranno di uscire dall'acqua più velocemente rispetto ad altri computer da immersione ma in totale sicurezza. L'algoritmo implementato nei computer della COCHRAN è appunto la diretta derivazione del VVAL 18 sviluppato dalla US NAVY ed applicato nelle nuove tabelle decompressive. L'obiettivo della US NAVY, all'inizio della ricerca, era quello di consentire ai NAVY SEALs una maggiore operatività a fronte dell'impiego di nuove tecniche di decompressione e nuove attrezzature subacquee. Aumentava la durata delle immersioni operative ed occorreva consentire all'operatore di uscire velocemente dall'acqua. Nel sistema militare un operatore addestrato è più importante dell'equipaggiamento impiegato perchè occorre tempo e denaro per formare un nuovo operatore quindi la sicurezza degli operativi è fondamentale. Il sistema decompressivo più sicuro e rispondente alle esigenze della US NAVY è appunto il VVAL 18 e lo strumento approvato ed adottato dalla US NAVY è prodotto dalla Cochran Undersea Technology. Ad oggi, nella ANU List degli equipaggiamenti approvati e codificati per impiego militare, nella categoria computer da immersione è riportata solo ed esclusivamente la serie COCHRAN.

Il modello EMC 20H simula 20 compartimenti per i propri calcoli decompressivi per tenere conto anche dell'inerte He.

La Cochran Undersea Technology ha sempre realizzato strumenti privilegiando la potenza di calcolo e la capacità di memorizzare e rilevare dati utili ai fini dei calcoli decompressivi prima, durante e dopo l'immersione. Unico nella sua classe il computer COCHRAN adotta un hardware molto sofisticato che abbinato ad un algoritmo avanzatissimo consente il campionamento dei dati ad intervalli di 1 secondo ed una capacità di memorizzazione dati elevatissima.

Il mondo della ricerca scientifica è concorde nel riconoscere che maggiore è la frequenza di campionamento maggiore è l'adeguatezza dello strumento e pone anche un limite massimo all'intervallo tra due campionamenti successivi: 4 secondi. Oltre i 4 secondi il computer si comporta come un lettore elettronico di tabelle e non come uno strumento di calcolo per immersioni multilivello. Altro dato importante è il numero di compartimenti su cui i calcoli decompressivi sono basati. Maggiore il numero di compartimenti, migliore la simulazione del comportamento del corpo umano in immersione ai fini del calcolo dell'assorbimento e rilascio di inerte dai tessuti.

Grazie a tutte queste caratteristiche di autoadattamento dell'algoritmo impiegato nei computer della serie COCHRAN consente al subacqueo di uscire dall'acqua più velocemente a fronte di tappe decompressive più profonde. Questo tipo di algoritmo si dimostra estremamente versatile e flessibile nell'impiego reale: da immersioni brevi e profonde a lunghissime immersioni con rebreathers spaziando per le miscele respiratorie dall'aria al nitrox ed al trimix con decompressioni accelerate in miscele iperossigenate.


venerdì 2 dicembre 2011

SHERWOOD MAXIMUS SRB7600

La scelta ideale per i subacquei avanzati e per i professionisti, per chi si immerge in grotte o relitti.






Il Maximus è un erogatore estremamente compatto e comfortevole, grande solo nelle prestazioni.
Eccezionale per ogni condizione ambientale:
  • Primo Stadio unico e coperto da brevetto Sherwood Scuba
  • Un Secondo Stadio con una forma piccola ed idrodinamica per ridurre l’affaticamento della mandibola
  • Due uscite preferenziali di bassa pressione dotate di sistema booster per una respirazione sempre facile e senza sforzo
  • Cinque uscite di bassa pressione per poter configurare correttamente il vostro equipaggiamento
  • Design con passaggio della frusta di bassa pressione sotto il braccio per ridurre gli ingombri ed aumentare l’idrodinamicità del subacqueo
  • Brevetto Sherwood Scuba sul Secondo Stadio con disegno a lamelle per direzionare l’aria durante la respirazione e rendere la respirazione sempre naturale in ogni condizione
  • Brevetto Sherwood Scuba sul Secondo Stadio con lamelle per umidificare l’aria: mai più respirazione innaturale e secchezza delle fauci a fine immersione!
  • Prestazioni altissime e personalizzabili in immersione grazie alla possibilità di agire su portata ed effetto venturi  

martedì 2 agosto 2011

Cochran - The only Dive Computer authorized to be taken aboard a U.S. Nuclear Submarine


Cochran - The only Dive Computer authorized to be 
taken aboard a U.S. Nuclear Submarine.

Cochran - The Only Dive Computers listed by NATO
and used in exercises.


Cochran - The world's only Low Magnetic Signature Dive Computer for Explosive Ordnance Disposal (EOD) use.




Cochran - When your Dive Computer 
ABSOLUTELY, POSITIVELY, MUST...!



venerdì 29 luglio 2011

lunedì 25 luglio 2011

domenica 24 luglio 2011

venerdì 8 luglio 2011

Seahorse II Military by GRAVITY ZERO - Technical Diving Equipment

SEATEC SEAHORSE II MILITARY EDITION
distribuito da
GRAVITY ZERO - Technical Diving Equipment
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DISPONIBILE NELLE SEGUENTI MISURE:
SMALL - MEDIUM - LARGE
VERFICARE DISPONIBILITA' PRIMA DELL'ORDINE
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Giubbetto equilibratore militare. Versione all black come da dotazione NAVY SEALs. Un Jacket militare USA con costruzione doppio sacco in cordura 1000 USA. Un' imbracatura essenziale ed imbottita con anelli inox posizionati per favorire il trasporto di equipaggiamenti pesanti.
La configurazione normalmente adottata prevede anche bombole di fase ed una serie di accessori quali lampada e reel. Ovviamente ognuno è libero di configurare come crede il proprio equipaggiamento grazie alla presenza di 4 anelli a D in acciaio sull’imbrago.

La sacca posteriore è a “ferro di cavallo” in cordura e sacca interna in poliuretano.
La sacca non presenta elastici in quanto la filosofia costruttiva della SEATEC li ritiene inutili.

  • In caso di foratura della camera gli elastici causerebbero uno gonfiaggio rapido e conseguente perdita d’assetto
  • La movimentazione della massa di gas all’interno della camera non avrebbe piena libertà di movimento
La spinta di 18 Kg del Seahorse risponde alle esigenze di idrodinamicità e snellezza dell’insieme, aspetti prioritari nella configurazione dell'equipaggiamento.
Sempre di vitale importanza selezionare la giusta “pesata” per evitare di portarsi dietro kg in eccesso e ricorrere ad un impiego intensivo del jacket. Corretta pesata, corretto assetto sono fattori chiave per condurre immersioni sicure e confortevoli. 
  • Esterno in cordura 1000 con spalmatura all’interno
  • Camera d’aria in poliuretano a forte spessore
  • Cerniera superiore per facile ispezione della camera
  • Inflator made in USA a pistone estremamente potente
  • Niente scarico rapido nel corrugato per evitare possibili rotture da trazione
  • Scarico rapido montato a sx in basso verso il subacqueo
  • Rete drenaggio acqua nella parte bassa del SEAHORSE



Lo scarico rapido a trazione è posizionato sul lato sx in basso verso il subacqueo in modo da essere raggiungibile anche indossando un bibombola: la valvola è sempre a portata di mano e senza ostacoli.
A secco il SEATEC SEAHORSE si presenta in colorazione nera e con una struttura robusta e spartana. Il tutto nero viene vivacizzato dalla presenza del logo SEATEC sul fianco della sacca. Non dimentichiamo che SEATEC lavora come fornitore di materiale militare per la US NAVY e quindi la tendenza al tutto nero è consuetudine.  Il sacco esterno si asciuga rapidamente e si mantiene sempre molto flessibile grazie alla qualità dei materiali impiegati.
In immersione l’equilibrio è perfetto e la precisione dei comandi agevola le operazioni di controllo dell’assetto. La sensazione di libertà provata è notevole.
Con il bibombola il SEATEC SEAHORSE si mantiene aderente al subacqueo; con il monobombola la sacca tende ad “abbracciare” la bombola.
In entrambi i casi la sensazione è piacevolissima: sembra di essere appesi all’imbrago, senza trazioni e con un assetto in acqua che tende all’orizzontale favorendo tutte le fasi dell’immersione.
Un validissimo prodotto sia per l’approccio tecnico sia per il subacqueo che desidera grande libertà di movimento.

giovedì 7 luglio 2011

Quick Cam Inox by GRAVITY ZERO - Technical Diving Equipment



Fibbia fermabombola in acciaio inox nello spessore di 3 mm.
Se avete paura che la fibbia tradizionale in tecnopolimero possa essere soggetta a rottura allora la Quick Cam Inox fa al caso vostro.

martedì 5 luglio 2011

ADV Military Woodland by GRAVITY ZERO - Technical Diving Equipment

GZ ADV CAMO MILITARY EDITION
distribuito da
GRAVITY ZERO - Tactical & Military Gear
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DISPONIBILE NELLE SEGUENTI MISURE:
SMALL / MEDIUM e LARGE / XLARGE
VERIFICARE DISPONIBILITA' PRIMA DELL'ORDINE
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Giubbetto equilibratore militare. Versione all black . Un Jacket militare USA con costruzione doppio sacco in cordura 1000 . Un' imbracatura essenziale ed imbottita con anelli inox posizionati per favorire il trasporto di equipaggiamenti pesanti.

GZero ADV Military è un compensatore d'assetto specificamente disegnato per le misure di bombole europee (normalmente acciaio Faber).
Il GAV è concepito per eccedere le più rigide specifiche militari.
La spinta totale è di  200 N (secondo CE EN1809). GZero ADV Military è la soluzione per chi desidera una configurazione estremamente flessibile.
Non solo un prodotto per militari ma un jacket per tutti.
Una vestibilità eccezionale grazie alla costruzione doppia camera ed al design tridimensionale.
Cerniera d'ispezione della camera d'aria protetta.
Una culla di allocazione per montaggio veloce e facile.
Rinforzi in corrispondenza dell'attacco del corrugato e della valvola di scarico rapido.
Protezione sotto la cerniera.
Camera d'aria in PU 0.35 rinforzato .
Cordino spesso per agire sulla valvola di scarico.
Power inflator a pistone.
Esterno in Cordura DuPont 1000 con finitura Woodland con certificato d'origine.
Fastex da 50 mm e fascia tessile ad altissima resistenza.
Fascione ventrale regolabile.
Ampie tasche con chiusura velcro.
Quattro anelli a D inox da 50 mm posizionati strategicamente per poter agganciare tutto il necessario ma senza essere di impaccio in nessuna situazione.
Passanti per fruste di servizio.
Schienalino imbottito ad assorbimento acqua neutro.
Prodotto in due taglie: Small-Medium Large e Medium Large-Extra Large