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mercoledì 26 ottobre 2011


Nel 1998, a seguito di conversazione con la SEATEC USA, nasce l'idea di realizzare una piattaforma flessibile e modulare per compensatori d'assetto utilizzabili nel settore militare e sportivo.

Il cuore del sistema non poteva che essere lo schienalino e copiare uno schienalino in commercio poteva anche sembrare la soluzione più semplice e veloce..... No, copiare non mi è mai piaciuto!

Usavo un compensatore d'assetto a volume posteriore e quindi conoscevo bene le reazioni dell'attrezzo nelle differenti fasi dell'immersione e con differenti bombole.

Volevo rendere l'insieme gav+bombole estremamente compatto ed idrodinamico e nel contempo avvicinare il baricentro del subacqueo al baricentro del suo equipaggiamento. Di conseguenza dovevo diminuire la distanza tra la schiena e le bombole. Perchè non realizzare uno schienalino piatto?


Ma se voglio rendere un insieme idrodinamico devo anche evitare che le fruste passino all'esterno del sacco quindi occorreva sagomare lo schienale in modo da consentire un assemblaggio con l'attrezzatura estremamente pulito. Il passo successivo è stato quello di considerare l'ergonomia dell'oggetto considerato che andava indossato. I punti di contatto tra corpo e schienalino sono essenzialmente due: zona lombare e zona delle scapole. Quei due punti andavano tenuti abbastanza larghi per evitare torsioni del gruppo bombole durante l'immersione ed anche opportunamente imbottiti per avere un certo comfort nell'uso.

Risolto il discorso ergonomico dello schienalino ho iniziato a considerare il movimento delle ali del sacco (per questo si chiamano Wing) con la soluzione mono-bombola. In genere, a sacco quasi sgonfio, le ali vanno ad abbracciare la bombola creando un effetto visivo poco gradevole ed una resistenza idrodinamica. Lo schienalino doveva "imporre" al sacco equilibratore il movimento desiderato. Il Sacco andava imbullonato e vincolato allo schienalino per consentirgli il movimento desiderato e solo quello. Se costringo il sacco a piegarsi in modo da avere sempre, in assetto di navigazione orizzontale, le valvole nel punto più alto l'aria non avrà mai alcun tipo di ostacolo allo scarico e così è stato disegnato il GZ Backplate.

Disegno al CAD del GZ Flat Backplate in acciaio inox AISI 304 / AISI 316

L'ampio numero di feritoie sullo schienalino consente un passaggio ed una configurazione dei cinghiaggi compatibile con tutti gli standards didattici esistenti. Inoltre le feritoie sono polifunzionali perchè consentono l'accoppiamento con i cinghiaggi per agganciare tutte le imbottiture oltre al passaggio dei nastri di cinghiaggio per le bombole (regolabile anche quello ovviamente).

Una chicca del GZ BACKPLATE è stata sempre la possibilità di regolare senza attrezzi la lunghezza dei cinghiaggi pur mantenendo il sistema a nastro unico.......a distanza di anni ci sono arrivate anche altre aziende ma GRAVITY ZERO è stata la prima (pubblicità SUB anno 2001).


Disegno CAD della controplacca del GZ Backplate in acciaio  inox

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